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Malattie croniche non trasmissibili. Integrare prevenzione e controllo

Malattie cardiovascolari, cancro, diabete tipo 2 e malattia polmonare cronica ostruttiva sono le principali cause di mortalità e disabilità a livello globale. Il loro tasso è in progressiva crescita e coinvolge tutte le classi socio economiche; inoltre, sono strettamente correlate a fattori di rischiodi tipo comportamentale quali dieta inadeguata, inattività fisica, fumo.

Data la dimensione globale del problema, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato da tempo campagne di sensibilizzazione con l’obiettivo di ridurre morti premature e disabilità,e di promuovere adeguati stili di vita. Azioni cost-effective sono quelle che prevedono un approccio integrato: prevenzione primaria, secondaria, terziaria e promozione della salute devono essere inserite in programmi che coinvolgano settori e discipline differenti.
Le aree di intervento dovrebbero prevedere una serie di iniziative: fare in modo che prevenzione e controllo siano al centro delle politiche sanitarie dei vari Paesi, in particolare di quelli a basso reddito, da realizzare attraverso programmi che coinvolgano direttamente la comunità, favoriscano la diffusione di conoscenze scientifiche, di esperienze e best-practices, e rafforzino abilità e conoscenze personali.
L’esperienza di ASPIC onlus su questi temi, maturata attraverso l’infopoint sulla prevenzione con sede presso SERMIG, ha evidenziato che almeno l’80% delle donne immigrate, di età compresa tra 30 e 45 anni, e residente in Italia da almeno 8-10 anni, è sovrappeso o francamente obesa, ha abitudini alimentari inadeguate, non svolge attività fisica se non quella indirizzata alle faccende domestiche. La maggior parte si trova in condizioni socioe conomiche critiche: nonostante il non recente arrivo in Italia, la rete sociale di riferimento resta prevalentemente quella dei propri connazionali.
L’impegno di ASPIC nel diffondere conoscenze sulle buone pratiche aiutaa sensibilizzare, ma incide in modo limitato su abitudini, comportamenti, stili di vita. Allo stesso modo, iniziative meritorie del terzo settore aiutano nell’immediato, ma rischiano di essere vanificate se non convogliate in un più ampio e differenziato programma di interventi. Sono necessarie politiche che informino ad ampio raggio, riducano il gap socio economico, favoriscano una maggior integrazione con il Paese ospite: tutti interventi che passano attraverso un vero coinvolgimento della comunità e di differenti settori che la compongono.

Riferimenti

Integrated chronic disease prevention and control. https://www.who.int/chp/about/integrated_cd/en/