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Come e’ distribuita la tubercolosi nel mondo

Nel 1990, con il concorso di oltre 3000 ricercatori di più di 130 Paesi, è nato il Global Burden of Disease (GBD). Si tratta di uno strumento per migliorare e rendere più efficaci i Sistemi Sanitari nell’ottica di ridurre/eliminare disparità sulla salute. GBD raccoglie i dati sulla morte prematura e la disabilità di circa 300 malattie in 195 Paesi, permettendo confronti nel tempo per gruppi di età e per popolazione. Il design flessibile dello strumento GBD consente aggiornamenti regolari, man mano che vengono resi disponibili nuovi dati e studi epidemiologici. Questi possono essere utilizzati a livello globale, nazionale e locale per comprendere le tendenze della salute nel tempo: proprio come i dati sul PIL sono utilizzati per monitorare l'attività economica di un Paese.
A marzo 2018, GBD ha reso noti i dati sul trend della Tubercolosi (TB) in 198 Paesi, relativo agli ultimi 25 anni. Utilizzando modelli statistici (Death Ensemble) sono stati stimati i tassi di mortalità, e si è valutato se prevalenza e mortalità differissero dall’atteso sulla base dell’Indice Socio-demografico (SDI) (indicatore composito basato su reddito pro capite, anni medi di scolarizzazione e tasso di fertilità totale), e se la mortalità e gli anni di vita aggiustati per disabilità (DALY) fossero attribuibili agli effetti indipendenti di alcuni fattori di rischio (fumo, consumo di alcolici e diabete).
Lo studio avrebbe dimostrato che in soggetti HIV negativi l’indice sociodemografico è inversamente associato ai tassi di mortalità per tubercolosi, mentre tale gradiente non è così netto per incidenza e prevalenza.
Il risultato è più evidente nella maggior parte dei Paesi asiatici, dell'Europa orientale e dell'Africa subsahariana; inoltre, fattori come alcol, diabete e fumo avrebbero inciso sulla mortalità per l’11,4 e, rispettivamente, il 10,6 e il 7,8%.
GBD segnala differenze notevoli nella distribuzione dei casi e dei decessi per TB: i casi risultano più frequenti tra i giovani adulti, e i decessi tra gli anziani. Ciò potrebbe essere spiegato da un maggiore rischio di riattivazione della tubercolosi latente nei giovani adulti (come evidenziato da studi longitudinali di coorte) e, rispettivamente, da un rischio più elevato di reazioni avverse da farmaci antitubercolari e/o da comorbidità, notoriamente più frequenti nell’anziano (per esempio, il diabete).
Differenze di genere sembrano aver un ruolo nella diffusione della malattia. Nell’uomo, l'incidenza standardizzata per età e la mortalità sono risultate circa il doppio rispetto alle donne. Il motivo potrebbe risiedere nel differente accesso all'assistenza sanitaria, nella differente esposizione a fattori di rischio (ad esempio il fumo) e da fattori genetici. In programmi di controllo, conoscere come età e sesso incidono su casi e sudecessi ha importanti implicazioni nella scelta di interventi diretti a gruppi a maggior rischio.
Nel controllo di TB sembrano essere implicati anche altri fattori: l'abuso di alcolici sembra correlarsi alla scarsa compliance alle cure, mentre diabete, alcolismo e fumo, singolarmente o associati, potrebbero favorire la comparsa di malattia interferendo negativamente sulla risposta immunitaria.
Nonostante lo sforzo globale per ridurne l’incidenza, la tubercolosi rappresenta ancora oggi un grande onere a livello mondiale. Cardine del controllo resta il rafforzamento dei Sistemi Sanitari affinché sia fatta una diagnosi precoce, l’inizio delle cure sia tempestivo e il follow up adeguato. Paesi con un importante sviluppo sociodemografico in cui si sono evidenziati tassi di tubercolosi superiori all’atteso dovrebbero indagare sulle cause responsabili e intraprendere azioni correttive. Ulteriori sforzi dovrebbero essere fatti per combattere fumo, abuso di alcolici e diabete, fattori con ben documentato impatto sul “peso” della malattia.

A cura di Giovanna de Filippi

 

Riferimenti

GBD Tuberculosis Collaborators. The global burden of tuberculosis: results from the Global Burden of Disease Study 2015. The Lancet 2018; 18, 261-284. DOI: https://doi.org/10.1016/S1473-3099(17)30703-X
Foreman KJ et al. Modeling causes of death: an integrated approach using CODEm. Population Health Metrics 2012, 10:1.  http://www.pophealthmetrics.com/content/10/1/1.